La vita è un caos con poche oasi e qualche momento comico. W.A.


#7: On Generalisations: Quick Notes
Giugno 11, 2008, 5:57 pm
Archiviato in: artisti in residenza | Tag: , , , , ,

handI started this blog thanks to the project of artists I residence. Without the two of them, and our common experience at O’ everything I wrote and the first steps of moscablu should have had a different course (that can be maybe still different from the trend it will take after the residence.)
The title chosen for our residence is quite evocative of the attitude I am having toward the project at O’: “murmur&blabla.” As to describe the workflow of my process, i.e. thoughts and words.
In these weeks I am being working side by side with the two different personalities, and I come up with brief – personal – descriptions (or maybe those impressions, are simply, banally, generalisations.)

Line Bruntsehas a very methodical way of working based on dedication to the step-by-step creative process. An ongoing research on leather objects she sews, and shapes made of rope she weaves (three dimensional undefined forms.) Then she focuses on the projections of the objects themselves while hit by a light she specifically orientates. The shadow becomes a fundamental elements, and it I studies through drawings in first place. Then it becomes a photographed image. There starts the intellectual game that plays on the concept of presence/absence and dislocation.

Differently,Pema has a more spontaneous attitude, and a more instantaneous response to artistic pursuit. His process starts from inspirations that can be caused by any object, situation, movement or human character he meets. From there on he “reconnaissance mission” through the stimulating idea is lead by attempts, impressions, subsequent inspirations mixed to the firsts. Pema’s creative/artistic course is less linear – compared with how Bruntse conceive her process -, and more instinctual in a certain way. His time in Milan is divided between the exploration of the city – in particular of the Cimitero Monumentale which statues deeply impressed him – and the sudden inspirations. He sees naked-eye the margins of a snapshot even before placing the camera toward the subject.

——————

Ho iniziato questo blog grazie al progetto di artisti in residenza di O’. Senza loro due e l’esperienza che stiamo condividendo tutto quello che ho scritto e i primi passi di moscablu avrebbero avuto un processo diverso (che non escludo possano prendere, in seguito, un corso ancora diverso).
Il titolo scelto per la nostra residenza è piuttosto evocativo dell’attitudine che ho verso il progetto di O’: “murmur&blabla”, come a descrivere il fluire del mio processo, cioè scorrere di pensieri e parole.
In queste settimane sto lavorando accanto a due personalità diverse. Ad oggi riesco a dare di loro delle brevi – personali – descrizioni (o forse, queste mie, sono solo, banalmente, generalizzazioni)

Line Bruntse ha un procedere molto metodico che si basa sulla dedizione alla creazione passo passo dell’opera. Un lavoro di ricerca constante sugli oggetti di pelle che lei stessa cuce o sulle forme fatte di corda che intreccia dandogli forme tridimensionali indefinite. Da qui il passaggio successivo si concentra sulle proiezioni degli oggetti stessi compiti da una luce orientata. Il dato fondamentale dell’ombra viene studiato attraverso il disegno prima di diventare un immagine fissata attraverso la fotografia verso la creazione di un gioco intellettuale che vuole insistere sul concetto di presenza/assenza e dislocazione.

Heldi Pema, diversamente, ha un atteggiamento più spontaneo e una risposta più immediata al fare artistico. Il suo processo parte da ispirazioni che possono essere provocate da qualsiasi oggetto, situazione, movimento o personaggio incontrato. Da lì il lavoro di ricognizione dell’idea è fatto di tentativi, impressioni, altre ispirazioni che si mescolano alle prime, in un andamento molto meno lineare rispetto a quello della Bruntse, più istintivo, in un certo senso. Il suo tempo è scandito e diviso tra la scoperta della città – in particolare del Cimitero Monumentale, dalle cui statue è stato molto colpito – e dalle impressioni istantanee che lo portano a vedere ad occhio nudo i contorni di uno scatto ancora prima di aver posizionato la macchina fotografia verso il soggetto.


Ancora nessun commento. finora
Lascia un commento



Lascia un commento
Interruzioni di linea e paragrafo automatici, indirizzo e-mail mai mostrato, HTML permesso: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>