Archiviato in: artisti in residenza | Tag: esperienza, Heldi Pema, Line Bruntse, O', O'Air, residenza
Questo è il testo che ho preparato per l’inaugurazione di ieri della mostra conclusiva di O’A.I.R.. Chi cerca una press release, non la troverà. Ho pensato ad un percorso di pensieri. Oltre al testo trovate dei sample delle opere in mostra. Lascio alla curiosità di ciascuno di spingersi

Art distract and art is received in distraction.
Peter Osborne
Per introdurre una mostra che è fatta di due unità separate e distinte – tali sono sia le personalità di Line e Heldi e tali i prodotti esposti per questa settima residenza di O’ (già O’ Artoteca) – ho creato un percorso di pensieri, vie del pensiero.
Com’è stata per me quest’esperienza – un succedersi di idee e suggestioni raccolti virtualmente su un album di appunti virtuale – vorrei che chi mi sta leggendo anche ora, venga chiamato a sperimentare e non solo guardare le opere. Ecco allora che mi risulta più facile dare suggerimenti più che affermazioni, scegliendo pensieri ispiratori di un indirizzo particolare per la visita “mentale/emotiva”. Non si tratta di un cammino definitivo, non completamente definito bensì sfumato, si tratta di passi verso nessuna direzione unica.
Non do istruzioni, non indicazioni: riporto quello che mi ha attratto.
(Crisi dell’) ATTENZIONE E DISTRAZIONE
“L’attenzione è una norma prodotta dalla paura della distrazione, mentre la distrazione è un effetto collaterale dei tentativi di produrre attenzione … l’ideologia del ‘contemplare’, o ‘venire assorbiti’ dall’opera d’arte continua a regolare la sua recezione, ma la distrazione è profondamente implicata nella richiesta di questi speciali tipi di attenzione”
Peter Osborne in “Time Zones”, catalogo della mostra, Tate Modern, London 2004, pg. 68
“Il tipo di distrazione che è prodotto dall’arte rappresenta una misura attuale del grado a cui è diventato possibile operare nuove attività di apprezzamento”
Walter Benjamin
PERSONALIZZAZIONE
ovunque e dappertutto: la comunicazione è bidirezionale. Sempre più personalizzata e individualista la visione è una per ciascuno e molte allo stesso tempo, ma partendo dal proprio – unico – punto di vista.
SPECIFICITÀ/SINGOLARITÀ
mentre l’idea di specificità risponde alla logica del suo contesto (Bruntse), la singolarità risponde ad una logica della sua propria organizzazione interna (Pema).
DISLOCAZIONE
elementi troppo usuali nella nostra visione quotidiana per avere un’importanza oltre la funzionalità per cui sono stati creati (Heldi Pema) diventano immagini senza più un definito contesto spaziale di riferimento e, quindi, unici. Allo stesso modo, isolando la componente immateriale di oggetti assolutamente concreti (Line Bruntse) si amplifica la visione specifica di ogni paio d’occhi che guardano.
“All’interno del processo il concetto di ‘ubicazione’ – un’entità definita in relazione alla quale sappiamo immediatamente come porci – si è grandemente eroso … l’idea di posizionamento è sempre di più un concetto sdrucciolevole fatto di congiunzioni tra virtualità, materialità e le vicissitudini di segni che si diffondono”
Irit Rogoff in Time Zones, catalogo della mostra alla Tate Modern, 2004, pg. 85
VARIABILITÀ (dell’opera d’arte)
l’opera esiste nelle molte variazioni prodotte dalle interazioni che sorgono con l’ambiente esterno e tra questo e lo spettatore. L’opera, allora, diventa un processo, un sistema di parti combinate che risponde a sensazioni. L’artista avvia il processo e da qui le parti si compongono differentemente fino ad assumere molti significati, almeno uno per ogni sguardo che si posiziona in un qualche rapporto con il prodotto artistico.
IMMATERIALITÀ
“Realtà non tutta presente in questo corpo né tutta presente in quel corpo, ma, invece parzialmente qui e parzialmente proiettata li”
Sterlac
CONSAPEVOLEZZA
portare vicino al momento contingente lo spazio remoto della nostra mente dove è possibile costruire qualsiasi immagine, qualsiasi entità, qualsiasi forma anche mai immaginata prima. Quindi rendersi conto di queste nuove figurazioni e del modo in cui sono stimolate dalle opere in mostra. La prospettiva solita è stravolta e i punti di vista conosciuti diventano estranei: il sistema narrativo conosciuto non ha più ragione di essere perché il discorso si frammenta tanto che ciascuna delle parti è parte del centro del discorso stesso.
PERCEZIONE DELL’IMMAGINE E SUA INTERPRETAZIONE
“La civiltà non ha solo a che vedere con le cose materiali, ma con gli invisibili legami che legano una cosa a un’altra”
Antoine de Saint-Exupery, Il piccolo principe.
A seguire, un elenco degli elementi di pensiero che hanno costituito fin qui il mio processo conoscitivo e l’andamento empirico delle opere e degli artisti di O’ A.I.R.. Questi altri pensieri costituiscono ulteriori tracce per la visita (per approfondimenti: moscablu.wordpress.com)
OMBRE E ORME
GUARDARE ATTRAVERSO, OLTRE E SOPRA GLI OGGETTI
PRESENZA contro ASSENZA
ISPIRAZIONE IMPROVVISA e DEDIZIONE AL LAVORO
DISORIENTAMENTO
UNICITÀ E PERSONALITÀ DEL LUOGO (la galleria e la città)
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post fuori tema….nella tempesta solo i savi e i folli navigano. Gli altri stanno in porto ad aspettare tempi migliori. I savi e i folli giungono alla meta!
Commento di claudio Giugno 20, 2008 @ 9:36 pm