Polka dots, and…orbits

febbraio 15th, 2010 § Lascia un commento

Due donne protagoniste, a loro modo legate anche se per differenze, distanti e vicine insieme, hanno diviso il palcoscenico delle gallerie milanesi per poche settimane e questo ha permesso di accostarle anche se i profili, i punti di partenza e gli sviluppi del linguaggio non seguono gli stessi binari. Da una parte Yayoi Kusama (fino a ieri con una personale allestita al Padiglione di Arte Contemporanea), dall’altra Grazia Toderi da Giò Marconi fino al 6 marzo.
L’impressione prima, superficiale e puramente visiva, permette di unire le due, che hanno scelto, seppure in modo molto differente e con finalità divergenti, il segno sinuoso del cerchio/ellisse- preciso e in alternanza sulla superficie tridimensionale per la prima, quasi una cornice ideale e più evanescente nelle opere della seconda – elemento di perfezione ordinata, quasi rassicurante, contenitore e decorazione. Da li poi è tutto un susseguirsi di digressioni.

Ispirata, anzi è proprio il caso di dire ossessionata, dall’elemento dei pallini colorati, la Kusama nella loro ripetizione pare trovare uno sfogo naturale a una certa personalissima urgenza comunicativa. La sua storia di disturbo mentale e instabilità si traduce in un linguaggio che sembra orientarsi verso l’ordine circolare divenuto motivo infinito da riproporre ovunque, come un riempimento, un riempitivo, il pieno per contrastare il vuoto. L’artista giapponese, poliedrica nella sua produzione (scultrice, pittrice, poetessa e scrittrice), all’occhio occidentale che guarda incarna un modello facilmente classificabile come “esotico”. Forti i colori e i contrasti delle tinte, cartoonistica la forma scelta per l’espressione visiva (come le zucche tridimensionali personalizzate dagli immancabili pois, o i tronchi degli alberi ricoperti da una patina colorata a puntini), il tutto guidato da una forte componente mentale e in qualche modo ascetica. Se infatti i cerchi sono una forma riproposta all’infinito, il perpetuarli è un po’ ricordo di esperienze e allucinazioni del passato e un po’ rappresentazione del sole (come la Kusama stessa ha avuto modo di affermare), caldo, luminoso, un cerchio presente, perfetto, costante.

Occupa uno spazio altrettanto interessante in questo immaginario palcoscenico al femminile dell’inverno milanese la creatività tutta nostrana della Toderi. Classe ’63, l’artista nata a Padova propone come elemento da esporre il suo percorso creativo: partendo infatti dagli schizzi che costituiscono il momento necessario della creazione, si arriva alle opere video che in certo modo rappresentano il fatto compiuto, la composizione finale. Già il primo impatto è differente rispetto alla proposta della Kusama: se da una parte infatti si ritrova la ripetizione ossessiva, la perfezione del dettaglio (dovuta anche alla tecnica scelta), dall’altra un primo impatto lo si ha con gli schizzi a graffite, come a rendere visibile il gesto ispiratore, la genesi anche emotiva dell’opera.
Questo sistema che porta alla visualizzazione di un tema già da tempo centrale nell’artista italiana, evolve lungo una linea “orbitale”, come il titolo scelto per le opere. “Orbite rosse”, per la precisione, che tanto dicono degli intenti e delle effettive composizioni realizzate. Traiettorie da una parte, ma anche spazi del corpo umano che si oppongono – la desta e la sinistra -, i percorsi dei pianeti, e poi la luce. Insomma un incastrarsi di riferimenti dall’estrema grandezza, alla dimensione umana, in un discorso che rimbalza nel significato prima che nell’immagine proposta, dove, comunque, trova compimento.

Tagged: , , , , , ,

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

What’s this?

You are currently reading Polka dots, and…orbits at La vita è un caos con poche oasi e qualche momento comico. W.A..

meta

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.